Il cambiamento!

In questo periodo stiamo sentendo la parola cambiamento ormai da tempo e più volte al giorno.

Questo non è sicuramente il primo cambiamento che viviamo, la vita di ogni persona ha affrontato dei cambiamenti siano essi voluti, come il formare una famiglia, andare a vivere da solo o con qualcuno, cambiare lavoro, oppure non desiderati e nemmeno cercati come la perdita di un lavoro non per nostra volontà oppure la morte di una persona cara.

Per me un cambiamento porta un arricchimento alla persona solo se essa lo desidera, lo cerca e si impegna per ottenere un passo in più verso la sua crescita. Se non ci sono queste componenti l’effetto del cambiamento dentro di noi ha durata breve ed è effimero.

Nelle prossime righe cercherò di spiegarvi le fasi in cui si sviluppa il cambiamento. Esse sono quattro: avvenimento, realtà, direzione ed accettazione.

Avvenimento

La prima fase chiamata avvenimento si verifica quando il cambiamento si presenta a noi. Nel caso collettivo che stiamo vivendo, essa è caratterizzata per la maggior parte da emozioni quali rifiuto, negazione ed attesa. Ognuno di noi reagisce in modo diverso, ma molto probabilmente, di fronte al dover obbedire alle regole del restare a casa per la salute collettiva, ci siamo trovati di fronte ad una situazione quasi surreale e difficile da comprendere. In pochi minuti le nostre abitudini e consuetudini sono state cambiate ed abbiamo dovuto crearne altre. Siamo stati catapultati in qualcosa di completamente nuovo e diverso.

Realtà

Mano a mano che i giorni passavano abbiamo iniziato a prendere coscienza di ciò che avveniva e della gravità della situazione. Questo ci ha permesso di passare alla seconda fase chiamata realtà. In questa fase le emozioni sono cambiate ed abbiamo iniziato a provare rabbia oppure paura. Esse sono le due emozioni più arcaiche, che ci portiamo dentro dalla notte dei tempi, ma sono anche le due emozioni più importanti, in quanto raccontano molto di noi. In questa fase possiamo prenderci del tempo per comprendere e riflettere su cosa esse ci raccontano di noi.

Le emozioni arcaiche: paura e rabbia

La paura si caratterizza con due tipi di reazione: fuga oppure paralisi. Essa ci può aiutare a comprendere quali sono i nostri limiti, quali sono i nostri freni interni o i nostri ostacoli che ci impediscono di agire e realizzare ciò che desideriamo.

La rabbia nasconde dentro di sé dei valori, dei principi che sentiamo venire negati dal comportamento altrui o dall’avvenimento sociale, come in questo caso. Comprendere cosa per noi è negato ci permette di scoprire qualcosa di noi ed aggiungere un tassello alla nostra consapevolezza. Da questo deriva un rapporto più sereno con noi stessi e con gli altri, in quanto da questa conoscenza possiamo avere un dialogo più sincero sia con noi stessi che con gli altri.

Queste prime due fasi sono caratterizzate da un abbassamento del livello della nostra fiducia, del nostro morale e della nostra efficacia. A questo contribuiscono le emozioni che proviamo e che normalmente definiamo come negative, perché non ci soffermiamo a guardarle da un altro punto di vista e a comprendere il loro lato positivo ed informativo.

La fiducia, il morale e l’efficacia sono il carburante per il nostro agire e fare, per cui è ovvio che se il loro livello è basso facciamo fatica a svolgere al meglio le nostre attività e a guardare al futuro. Il tutto è condizionato dai frequenti pensieri rivolti al passato: a quello che prima era parte della nostra vita e che ora non c’è più, a quello che non possiamo più fare, facciamo fatica a sognare il nostro futuro. Rassegnazione e tristezza iniziano ad essere presenti dentro di noi.

Direzione

Piano piano si passa alla terza fase che è chiamata direzione.

A questo punto le persone iniziano a pensare al futuro ed i primi pensieri rivolti all’agire fanno capolino nella nostra mente. Iniziamo a farci le prime domande riguardo a cosa desideriamo per un domani e come possiamo fare per realizzarlo. Ecco che cominciamo ad analizzare tutte le azioni che riteniamo possibili, anche quelle che si sembrano assurde, poco funzionali e perché no anche ridicole. Questi pensieri rivolti al futuro ci aiutano a far risalire il nostro livello di fiducia, di motivazione e di efficacia.

Il passaggio dalla fase due, realtà, alla fase tre, direzione, non è netto e definitivo. In alcuni giorni possiamo fare dei passi avanti in quanto siamo pieni di energia ed altri altrettanti passi indietro perché la rabbia, la paura, la tristezza e la rassegnazione si ripresentano dentro di noi. I cambiamenti richiedono tempo e non sempre il nostro cervello abbandona senza resistenza le vecchie e rassicuranti abitudini per guardare avanti verso un futuro poco conosciuto, soprattutto se esso non è desiderato e cercato dalla persona.

In questa fase è utile riflettere su cosa possiamo imparare dal cambiamento che stiamo vivendo. Sarebbe un peccato rimanere solo in attesa di quello che arriverà e non arricchirci di qualcosa.

Possiamo chiederci cosa vorremmo raccontare ai nostri nipotini di noi come per esempio:

quale è quella cosa che abbiamo migliorato di noi

in quale delle nostre qualità siamo stati eccellenti

quale cosa nuova abbiamo imparato

cosa abbiamo lasciato che non era più adatto a noi.

Ognuno di noi ha sicuramente un desiderio, un hobby, qualcosa in cui desidera migliorare, ma che fino ad ora non riusciva a fare perché preso da mille cose, da troppi impegni o da un ritmo di vita più frenetico. Ecco possiamo sfruttare quest’occasione, che ci è stata donata, per costruire qualcosa di buono per noi.

Accettazione

L’ultima fase è quella dell’accettazione. Essa ci permette di fare un’integrazione completa di quello che sta avvenendo. Il pensiero verso il futuro è sempre più forte e presente.

La motivazione, la fiducia e l’efficacia continuano a salire di livello spinte da ciò che abbiamo scelto di fare nella fase precedente. Ora è importante volgere lo sguardo al futuro andando oltre il presente e mettere in pratica una o più azioni su cui abbiamo riflettuto e deciso di fare nella fase della direzione.

È il tempo in cui ciò che abbiamo scelto di migliorare di noi, di imparare, la qualità che abbiamo affinato, diventino la base da cui partire per gestire al meglio ciò che ci si presenterà davanti alla fine delle restrizioni.

Le decisioni prese necessitano di essere concretizzate perché passo dopo passo il nostro futuro diventerà il presente ed il presente il passato.

Buon futuro!!!

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