Ho l’hobby della ceramica da circa un anno e mezzo. In questo periodo ho creato abbastanza vasi da cominciare a pensare a come venderli.
Nel mio comune si svolge una sagra storica, attiva da ben 353 anni: la Sagra dei Thést (“thést”, in dialetto, significa cesto). Il cuore dell’evento è dedicato ai maestri cestai, che espongono le loro opere e mostrano dal vivo l’arte dell’intreccio, ma c’è anche una sezione riservata agli hobbisti. Ho deciso di partecipare come espositore.
Visto il tema della festa, volevo creare qualcosa che rendesse omaggio a questa tradizione.
L’idea
Ho deciso di unire due competenze che già possedevo, entrambe a livello base: la lavorazione della ceramica al tornio e la cesteria con l’intreccio in midollino.
Dopo il primo esperimento, ho realizzato una collezione di vasi unici: una base in ceramica completata da un intreccio superiore in midollino.
Cosa ho imparato da questo esperimento?
Ho capito che elementi apparentemente lontani possono integrarsi alla perfezione.
Le competenze le avevo già, prese singolarmente; ciò che mancava era semplicemente capire come farle parlare tra loro.
E ho pensato: è qualcosa che accade continuamente anche nel lavoro e nella vita quotidiana.
Per raggiungere un nuovo obiettivo o superare un blocco, non sempre serve imparare da zero una nuova disciplina. A volte basta fare inventario di ciò che sappiamo già fare e trovare il filo conduttore per connettere i punti.
Un percorso di coaching serve anche a questo: a fare chiarezza sulle risorse che hai già in tasca e a trovare la giusta direzione per farle lavorare insieme.
E tu? Quali competenze o passioni hai già nel tuo bagaglio che non hai mai pensato di unire?








