Anche il tornio, a volte, mi insegna qualcosa sul mio lavoro di coach.
In questo periodo sto lavorando per realizzare un progetto legato al mio hobby di creare oggetti al tornio, tendenzialmente vasi e ciotole.
La data per questo progetto si sta avvicinando e questo mi ha portato a dedicare molte ore al tornio. Le ore sono state accompagnate da varie emozioni: ansia, desiderio di prestazione (realizzare un certo numero di oggetti, e che fossero anche belli), fretta che ha tolto quella pazienza necessaria alle fasi di realizzazione degli oggetti.
Tutto questo è dovuto ai tempi stretti per trovare un forno disponibile per le cotture. Io per ora ho un tornio economico, ma non il forno necessario ad eseguire le due cotture.
La fretta mi ha portato a non rispettare con la dovuta pazienza il tempo utile per concludere tutte le fasi necessarie per realizzare gli oggetti.
Risultato?
Ho rotto tre oggetti che erano venuti bene, e altri due si sono rotti durante la rifinitura. Le emozioni che si sono palesate sono state: sconforto, delusione, scoraggiamento. E il pensiero di non avere pezzi sufficienti per il mio progetto. È arrivato anche un piccolo sorriso quando ho sezionato i pezzi rotti e notato che l’argilla è stata amalgamata bene, quindi, non c’erano bolle che avrebbero potuto compromettere la cottura. Anche gli spessori erano regolari.
Questo mi ha fatto comprendere che le competenze c’erano. A mancare era stato solo il tempo e la pazienza che non mi ero concessa perché ho dato ascolto all’ansia e alla preoccupazione.
Tutto ciò mi ha fatto riflettere.
La rottura dei pezzi e la ricerca del forno mi hanno ricordato che ogni progetto, ogni obiettivo ha bisogno di tempo e cura per tutte le fasi del processo. Accelerare i tempi può diventare un rischio e compromettere il risultato, soprattutto quando le competenze non sono ancora consolidate, come nel mio caso con la ceramica.
Accelerare i tempi può compromettere risultati importanti e farci perdere di vista quei piccoli passi che rendono possibile il raggiungimneto dell’obiettivo finale.
Per superare lo sconforto ho dovuto richiamare alla mente la mia procedura per rimanere centrata nel momenti di difficolà ne parlo in questo articolo.
La ceramica mi insegna ad avere pazienza e a rispettare i tempi — la stessa pazienza che applico nel processo di coaching per accompagnare i miei clienti a realizzare i loro obiettivi.
Anche nel coaching incontro spesso persone che pensano di non essere abbastanza capaci. Molte volte il problema non sono le competenze, ma il tentativo di accelerare un processo che ha bisogno dei suoi tempi.
Se anche tu senti di avere le competenze, ma fai fatica a raggiungere i tuoi obiettivi perché ansia, fretta o paura prendono il sopravvento, forse non hai bisogno di correre di più. Potresti aver bisogno di fermarti, fare chiarezza e ritrovare il ritmo giusto per te.
Qual è stata l’ultima volta che la fretta ti ha fatto “rompere” qualcosa di importante? Cosa ti ha insegnato?
Nella foto: la ciotola che ho tenuto come promemoria degli apprendimenti derivati da questa esperienza








